La struttura musicale ruota attorno agli strumenti a corda e alle percussioni; il ballo invece segue movimenti molto ritmati, per lo più delle spalle e dei piedi, e non è difficile notare le decise influenze africane.

Come in tutte le danze latino-americane la musica è caratterizzata da un ritmo molto veloce (in 2/4) e sincopato: il primo battito di ogni misura è fortemente accentato e, come in una marcia sul posto, ad ogni battito musicale corrisponde un piccolo passo con trasferimento di peso. Tuttavia, il merengue si distingue dagli altri balli caraibici per il profondo contatto tra i partner che danzano strettamente allacciati in gran parte delle figure, e per un movimento di fianchi e di ginocchia (simile a quello della recente lambada) molto pronunciato. Oltre alle figure base, la tecnica prevede una serie di volteggi semplici ma d’effetto.

Il merengue è considerato il ballo nazionale nell’inno dominicano e rappresenta una sintesi dei 3 elementi che hanno formato la cultura del paese. Il “tipico” gruppo musicale di merengue è formato da un suonatore di güira (strumento dei nativi dominicani), uno di tambora (strumento africano) e uno di fisarmonica (strumento europeo). Ai suoi albori il merengue fu confinato nel cedo più degrado della Repubblica Dominicana, cioè gli schiavi poiché furono proprio essi a dargli vita mentre lavorano nei campi di canna da zucchero. Venne considerato volgare e banale dalla borghesia ma ben presto, anche grazie alle sue continue evoluzioni il merengue venne rivalutato e accolto anche da persone più colte.

Si dice che le radici di questo ballo siano da ricercare ad Haiti, ma questo è contraddetto dal fatto che il ‘merengue’ fosse diffuso in molti altri paesi dell’America Latina già nel 1800.

La parola merengue significa meringa (una preparazione dolce a base di albume di uova e zucchero a velo). Non si conosce il vero motivo per cui questa parola sia stata associata al genere musicale, si pensa però che sia a causa della traccia del movimento dei ballerini sulla pista da ballo che ricorderebbe quella del movimento necessario a montare l’uovo nella preparazione del dolce

La sua vera e propria diffusione inizia con gli anni Trenta grazie all’incontro con il jazz che determinò la formazione di orchestre più grandi e negli anni Cinquanta, con la diffusione del genere latino-americano negli Stati Uniti e in Europa, il merengue conobbe un discreto successo: veniva ballato anche sulla musica del samba e su tutti i ritmi afro-latini dotati di un battito molto accentuato. Alla fine degli anni Ottanta il merengue si diffuse nelle discoteche, in una forma per la verità più veloce e quasi melodica; il rinnovato successo di questo ballo di coppia, oltre che polarizzare l’attenzione verso i musicisti Juan Luis Guerra, Jossie Esteban, Fernando Villalona e gruppi come la Coco Band, ha stimolato la crescita dell’interesse nei confronti di tutta la musica latino-americana.